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LA CANTINA SOCIALE DI NARDO'

La nostra Cantina Sociale Cooperativa, fondata nel 1937, ha sede a Nardò in Via A. De Gasperi, a ridosso della stazione ferroviaria, proprio dove un tempo, da noi, s’usava costruire le cantine, essendo allora la strada ferrata il mezzo privilegiato di trasporto per i vini e in genere per le derrate alimentari spedite, dal luogo di produzione, direttamente verso le località di destinazione o il porto di Gallipoli per essere poi stivate nelle navi.
Il territorio di Nardò è la cornice, gli epigoni dei ventiquattro fondatori della cooperativa e la vite stessa, sono invece i protagonisti di un quadro che tra alterne vicende e vicissitudini, crisi e riprese, tradizione e innovazione, hanno tenuto sempre vivo un valore – quello vitivinicolo – e un patrimonio non soltanto economico, ma anche umano e culturale.

La cornice dunque:
Nardò è stata un importante centro messapico prima e della Magna Grecia poi; posta nella parte nord occidentale della provincia di Lecce, sul versante ionico dell’ormai turisticamente ambito Tavoliere Salentino, vanta una fascia costiera lunga oltre venti chilometri che, a nord di Gallipoli, comprende le marine di rinomate località quali Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, Sant’Isidoro nonché il famosissimo parco regionale di Porto Selvaggio e la Palude del Capitano.
L’entroterra offre un paesaggio variegato dove macchia mediterranea, uliveti e vigneti dalla tipica conduzione ad alberello si alternano secondo un disegno dettato unicamente dalle caratteristiche dei terreni, affatto fertili, spesso argillosi, e perciò utilizzati per impiantare viti, capaci come sono, quest’ ultimi, di tollerare abbastanza bene financo la penuria d’acqua, endemica dalle nostre parti.
La forza del sole, col suo calore a volte violento ma sempre mitigato dalla fresca brezza che sale dal vicino mare, e il vigore dei terreni conferiscono alle uve dei nostri vitigni autoctoni, negroamaro, primitivo, fiano e malvasia, quei colori, quei profumi e quella robustezza che in passato hanno contribuito a fare grandi i vini di altre regioni ed ora anche i nostri, via via che conquistano, grazie al sempre crescente numero di estimatori, le posizioni di rilievo che meritano.

Infine gli attori:
Dopo la crisi che sul finire degli anni ottanta ha pesantemente colpito il settore vitivinicolo e che si è prolungata con pesanti strascichi anche negli anni successivi, il numero delle superfici vitate, dei soci e gli ettolitri di vino lavorati in cantina sono diminuiti notevolmente. Ma, “non omnia mala ad nocendum veniunt”, come suol dirsi, la riduzione delle quantità, per ovvi motivi di controllo sulla produzione e di più agile gestione dell’azienda, ha infatti favorito la crescita qualitativa dei nostri vini, rossi, rosati (tra cui la apprezzatissima bottiglia di “AMBRA”) e bianchi.
La cooperativa, originariamente nata all’insegna dell’ “unione delle forze” dei viticoltori, in vista di un loro maggior potere contrattuale nei confronti dei privati acquirenti che stabilivano i prezzi e decidevano perfino la tempistica della vendemmia, negli ultimi anni, pur continuando a godere dei vantaggi economici che la forma mutualistica offre, ha compreso appieno e tesaurizzato anche “la forza dell’unione” e cioè il valore aggiunto della collaborazione; termine, quest’ultimo, spesso svilito nell’uso corrente ma che contiene, già nel suo etimo, il senso del lavoro e dello sforzo comune, magari sofferti ma sempre affrontati con il coraggio della passione.
Lo scambio e il confronto delle idee, la condivisione delle esperienze, l’unità di intenti degli amministratori, la cooperazione costante con e tra gli operai e i tecnici, ha consentito ai soci di ottimizzare le risorse e di utilizzare al meglio il know-how a disposizione, permettendo una riduzione significativa dei costi e contestualmente di migliorare il livello qualitativo dei vini.
L’Italia, sappiamo bene, è il Paese delle eccellenze enogastronomiche, invidiate e spesso dolosamente e maldestramente imitate, ogni contrada presenta le sue peculiarità. Tra queste, le nostre occupano un posto non trascurabile: chi si accosta alla cantina lo può constatare direttamente, sia visitando i campi e la struttura stessa, sia, naturalmente, degustando i vini e toccando con mano la passione e l’amore profusi nel realizzare i prodotti che proponiamo.
Il vino è un bene voluttuario, è perciò legato alla gioia di vivere, pertiene alla convivialità e nella convivialità dona colore, profumi, esaltazione di sapori, allegria: esattamente ciò che vogliamo e siamo in grado di offrire, proprio a tutti, grazie a una combinazione di qualità e di prezzo difficilmente equiparabile.